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Lo zen e l'arte della scrittura di didascalie e testi alternativi

06.23.09 | 1 Comment

Requisito n. 4

Enunciato: evitare di utilizzare immagini o altri elementi grafici per rappresentare contenuti testuali. Dotare le immagini, i grafici e le tabelle utilizzate a scopo didattico di didascalie esaurienti che forniscano informazioni equivalenti commisurate alla funzione esercitata dall’oggetto originale nello specifico contesto. Collegare esplicitamente le didascalie all’immagine a cui si riferiscono tramite numerazione sequenziale contestualizzata all’organizzazione del libro.

Il requisito chiede delle cose semplici da comprendere, ma piuttosto impegnative come realizzazione. In effetti, scrivere delle didascalie esaurienti, che forniscano informazioni equivalenti alla funzione dell’immagine originale nello specifico contesto può essere una scommessa.

Cerchiamo di affrontare il problema con una piccola analisi. Innanzitutto, scartiamo le immagini che hanno uno scopo puramente visuale, poste nell’impaginato per motivi grafici o altro ma non correlate direttamente al testo. Nel PDF queste immagini verranno marcate come “artefatto”, in modo che lo screen reader non se ne prenda carico.

Alcune immagini saranno invece descrivibili con la semplice didascalia, sarà l’abilità del redattore a definirle.

Però, in alcuni casi la situazione potrebbe complicarsi: se la didascalia non è sufficiente, e l’immagine possiede anche significati altri nel contesto bisognerà scrivere quello che viene definito “testo alternativo”, che verrà aggiunto all’immagine nel PDF.

Esempio pratico:

Una mela

Una mela

Possibili opzioni per il testo alternativo:

  1. Una mela in primo piano e sullo sfondo una città vista dalla sommità di un edificio
  2. New York
  3. La grande mela (The Big Apple), soprannome della città di New York
  4. Nessun testo alternativo
  5. Una mela

Quale delle opzioni è quella corretta? Ovviamente, dipende dal contesto.

Per eliminare qualche dubbio su cosa scrivere come testo alternativo, può essere utile  porsi una semplice domanda:

“Se dovessi illustrare al telefono l’immagine che stai guardando,  descriveresti l’immagine e il suo contenuto?”

Se la risposta è sì, allora è bene che quell’immagine abbia un testo alternativo, altrimenti non è necessario. Il metodo viene direttamente da Roger Johansson, e lo trovo adatto a casi come questi.

L’importante è ricordarsi sempre di non esagerare, perchè è facile cadere nell’errore opposto: inserire troppe informazioni (inutili). Rendere accessibili le immagini non significa usare testi alternativi esageratamente lunghi e descrittivi: creerebbero solamente problemi e ridondanze.

In ogni caso, una soluzione predefinita e pronta all’uso non esiste.

Propongo per questo una lista di link da visitare per approfondimenti e chiarimenti, in modo che ognuno possa formarsi un proprio metodo.

Riguardano tutti le immagini del web, poiché credo che il problema da un punto di vista editoriale non sia stato ancora affrontato. In ogni caso, il contesto è lo stesso poiché il testo alternativo è riservato agli screen reader, non è visibile nella pagina che sia Web o che si tratti di un libro.

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