<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Editoria aperta</title>
	<atom:link href="http://editoriaaperta.biroblu.info/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://editoriaaperta.biroblu.info</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Jul 2009 15:43:27 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Aggiungere i testi alternativi alle immagini nei PDF</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/aggiungere-i-testi-alternativi-alle-immagini-nei-pdf/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/aggiungere-i-testi-alternativi-alle-immagini-nei-pdf/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 15:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[PDF]]></category>
		<category><![CDATA[testo alternativo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=685</guid>
		<description><![CDATA[Dopo che i redattori avranno scritto i testi alternativi per le immagini, occorrerà che questi testi vengano associati alle stesse. La procedura per eseguire questa operazione in Indesign per ora è piuttosto complessa e non sempre funzionante, vediamo quindi come ovviare nel file PDF.

Create un nuovo documento in Indesign e posizionate un&#8217;immagine nella pagina. Esportate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo che i redattori avranno scritto i <a href="http://test.biroblu.info/uno/2009/06/lo-zen-e-larte-della-scrittura-di-didascalie-e-testi-alternativi/">testi alternativi per le immagini</a>, occorrerà che questi testi vengano associati alle stesse. La procedura per eseguire questa operazione in Indesign per ora è piuttosto complessa e non sempre funzionante, vediamo quindi come ovviare nel file PDF.</p>
<ol>
<li>Create un nuovo documento in Indesign e posizionate un&#8217;immagine nella pagina. Esportate in PDF.</li>
<li>Aprite il file in Acrobat ed osservate la struttura: il tag &lt;Image&gt; sarà presente.</li>
<li>Selezionate il tag, selezionate Proprietà nel menu del pannello Tag e digitate (o copia/incollate) il testo alternativo nella casella di testo Testo alternativo della finestra di dialogo Proprietà ritocco.</li>
</ol>
<p>In alternativa:</p>
<ol>
<li>Selezionate Strumenti &gt;Modifiche avanzate &gt; Ritocco oggetto e fate clic sull&#8217;immagine per selezionarla.</li>
<li>Fate clic destro sull&#8217;immagine per accedere al menu contestuale e selezionate Proprietà.</li>
<li>Digitate (o copia/incollate) il testo alternativo nella casella di testo Testo alternativo della finestra di dialogo Proprietà ritocco.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/aggiungere-i-testi-alternativi-alle-immagini-nei-pdf/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tabelle accessibili nei PDF</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/tabelle-accessibili-nei-pdf/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/tabelle-accessibili-nei-pdf/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 15:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[PDF]]></category>
		<category><![CDATA[tabelle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=676</guid>
		<description><![CDATA[Le tabelle sono senza dubbio un elemento importante dei documenti, e altrettanto senza dubbio si tratta di un elemento complesso da risolvere ai fini dell&#8217;accessibilità.
Lo screen reader legge le tabelle riga per riga, dall&#8217;alto verso il basso a partire dalla prima cella in alto a sinistra per terminare in basso a destra.
È necessario quindi riuscire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le tabelle sono senza dubbio un elemento importante dei documenti, e altrettanto senza dubbio si tratta di un elemento complesso da risolvere ai fini dell&#8217;accessibilità.</p>
<p>Lo screen reader legge le tabelle riga per riga, dall&#8217;alto verso il basso a partire dalla prima cella in alto a sinistra per terminare in basso a destra.</p>
<p>È necessario quindi riuscire a fornire una contestualizzazione di ciascuna cella, poiché non potendo vedere la tabella è quasi impossibile ricordare a memoria a quale colonna appartenga il contenuto che si sta leggendo, quale sia l&#8217;intestazione che definisce il significato del dato che viene letto.</p>
<p>Ancora più complessa è la comprensione di tabelle in cui siano presenti sia celle di intestazione delle colonne sia celle di intestazione delle righe.  Proviamo a creare una tabella in Indesign.</p>
<ol>
<li>Create un nuovo documento, fate clic con lo strumento Testo in un box di testo e selezionate Tabella &gt; Inserisci tabella. Definite Righe corpo e Colonne della tabella a vostro piacimento (ai fini dell&#8217;esercizio, è inutile creare tabelle molto complesse).</li>
<li>Inserite del testo nella struttura di tabella che apparirà, dedicando la prima riga della tabella alle intestazioni di colonna.</li>
<li>Esportate il file PDF, verificando che sia attiva la casella di controllo Crea PDF con tag.</li>
</ol>
<p>Verifichiamo cosa accade in Acrobat.</p>
<ol>
<li>Aprite il pannello Tag (Vista &gt; Pannelli di navigazione &gt; Tag) ed espandete la struttura.  È facile notare nella stuttura dei tag alcuni elementi: &lt;table&gt;, che delinea la tabella, &lt;TR&gt;, table row ovvero le righe, e &lt;TD&gt;, table data ovvero le singole celle della tabella.  È assente invece il tag TH, ovvero l&#8217;elemento che serve a contrassegnare le celle che contengono le intestazioni di colonna (Figura 1).
<p><div id="attachment_677" class="wp-caption alignnone" style="width: 470px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tabella1.jpg"><img class="size-full wp-image-677" title="Tag di tabella" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tabella1.jpg" alt="Figura 1. Nella struttura è presente il tag &lt;td&gt; invece del tag &lt;th&gt;, che deve delineare le intestazioni di colonna o riga." width="460" height="510" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. Nella struttura è presente il tag TD invece del tag TH, che deve delineare le intestazioni di colonna o riga.</p></div></li>
<li>Fate clic destro su un tag TD di intestazione e selezionate Proprietà nel menu contestuale che si aprirà.</li>
<li>Nella finestra Proprietà ritocco, selezionate Cella intestazione intestazione di tabella nell&#8217;elenco a discesa Tipo e fate clic sul pulsante Chiudi. Ripetete l&#8217;operazione per ciascuna intestazione. La struttura verrà aggiornata e sarà visibile il nuovo tag TH. Questo permetterà allo screen reader di contestualizzare l&#8217;informazione quando verranno lette le celle sottostanti (<strong>Figura 2</strong>). Se fossero presenti anche intestazioni di riga ovviamente l&#8217;operazione andrà effettuata anche su queste celle.</li>
<p><div id="attachment_679" class="wp-caption alignnone" style="width: 478px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tabella2.jpg"><img class="size-full wp-image-679" title="tabella2" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tabella2.jpg" alt="I tag TH nella struttura" width="468" height="508" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2. I tag TH nella struttura</p></div></ol>
<p>Una situazione più complessa si presenta quando più celle della riga di intestazione delle colonne (o delle righe) vengono unite. In questo caso dovremo gestire due attributi, &lt;RowSpan&gt; e &lt;ColSpan&gt;, rispettivamente per righe e colonne. Riporto la procedura da effettuare se il file PDF non fosse corretto, ma per fortuna Indesign applica correttamente gli attributi necessari al momento dell&#8217;esportazione del PDF.</p>
<ol>
<li>Nella scheda Tag, selezionare un elemento di tipo Elemento TD o TH.</li>
<li>Selezionare Proprietà nell menu Opzioni del pannello.</li>
<li>Nella finestra di dialogo Proprietà Ritocco, fare clic sulla scheda Tag, quindi su Modifica oggetti attributo.</li>
<li>Selezionare Oggetti attributo, quindi fare clic su Nuovo elemento per creare un nuovo dizionario degli oggetti attributo.</li>
<li>Espandere il nuovo dizionario, selezionare l&#8217;attributo Layout, quindi fare clic su Modifica elemento.</li>
<li>Modificare il valore di Layout in Tabella.</li>
<li>Selezionare il Dizionario oggetti attributo, quindi fare clic su Nuovo elemento.</li>
<li>Nella finestra di dialogo Aggiungi chiave e valore, digitare ColSpan o RowSpan nella casella Chiave, immettere il numero di colonne o di righe espanse nella chiave Valore, dal menu a comparsa Tipo valore scegliere Numero intero, quindi fare clic su OK (<strong>Figura 3</strong>).
<p><div id="attachment_683" class="wp-caption alignnone" style="width: 468px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tabella3.jpg"><img class="size-full wp-image-683" title="Uso di colspan e rowspan in Acrobat" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tabella3.jpg" alt="Figura 3. La cella di intestazione si espande su due colonne, è necessario quindi utilizzare l'attributo ColSpan." width="458" height="538" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 3. La cella di intestazione si espande su due colonne, è necessario quindi utilizzare l&#39;attributo ColSpan.</p></div></li>
</ol>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/tabelle-accessibili-nei-pdf/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli stili di paragrafo e i tag di Acrobat: una questione di ruoli</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/gli-stili-di-paragrafo-e-i-tag-di-acrobat-una-questione-di-ruoli/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/gli-stili-di-paragrafo-e-i-tag-di-acrobat-una-questione-di-ruoli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 08:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[PDF]]></category>
		<category><![CDATA[mappa ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[stili di paragrafo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=654</guid>
		<description><![CDATA[Requisito n. 1
Enunciato: organizzare e delineare la struttura logica del libro di testo utilizzando gli stili di paragrafo.

Perché questa richiesta di utilizzare gli stili di paragrafo? Che avranno mai di così importante? E cosa sono i tag di Acrobat?
Il formato PDF dispone di un proprio set di tag standard, un po’ come fosse una DTD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Requisito n. 1</strong></p>
<p class="rientro1"><strong>Enunciato: </strong>organizzare e delineare la struttura logica del libro di testo utilizzando gli stili di paragrafo.</p>
</blockquote>
<p>Perché questa richiesta di utilizzare gli stili di paragrafo? Che avranno mai di così importante? E cosa sono i tag di Acrobat?</p>
<p>Il formato PDF dispone di un proprio <a href="http://help.adobe.com/it_IT/Acrobat/8.0/Professional/help.html?content=WS9737BB79-AE15-4bd7-A30A-822139BB4412.html">set di tag standard</a>, un po’ come fosse una DTD (è soltanto una semplificazione, non prendetela alla lettera), e dispone di vari elementi, adatti a descrivere il significato semantico dei contenuti a cui si applicano.</p>
<p>I tag PDF presentano molte similitudini con i tag XML. I tag PDF indicano la struttura del documento, per esempio la porzione di testo che costituisce un&#8217;intestazione, una sezione, un segnalibro e così via.</p>
<p>La struttura organizzativa del documento viene rappresentata da una struttura logica ad albero. Questa struttura indica l&#8217;ordine di lettura preciso e agevola la navigazione, specialmente nel caso di documenti lunghi e articolati senza modificare l&#8217;aspetto grafico del PDF.</p>
<p>La struttura ad albero consente alla tecnologia assistiva  di interpretare il contenuto del documento e di  presentarlo in modo appropriato.</p>
<p>La maggior parte delle tecnologie assistive, come gli screen reader, utilizza i tag presenti nella struttura del  documento per stabilire l&#8217;ordine di lettura del testo opportuno e per trasmettere il significato di immagini e altri  elementi del contenuto in un formato alternativo, per esempio un formato audio.</p>
<p>Un documento senza tag è sprovvisto  delle informazioni sulla struttura, pertanto è necessario che Acrobat le ricavi rispettando le impostazioni definite nelle Preferenze  del programma per l&#8217;ordine di lettura. In questi casi spesso si verifica che gli elementi di una pagina vengano letti nell&#8217;ordine errato, o che  vengano completamente ignorati.</p>
<p>La struttura ad albero logica è visibile nel pannello Tag, che rappresenta il contenuto del documento come se fosse costituito da blocchi informativi nidificati (in Acrobat, aprire un file PDF e selezionare Vista &gt; Pannelli di navigazione &gt; Tag &#8211; <strong>Figura 1</strong>).</p>
<div id="attachment_668" class="wp-caption alignnone" style="width: 379px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tag1.jpg"><img class="size-full wp-image-668" title="Pannello Tag" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tag1.jpg" alt="Figura 1. Il pannello Tag." width="369" height="565" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. Il pannello Tag.</p></div>
<p>Se avete creato il PDF a partire da un documento in cui sono presenti stili di paragrafo, noterete come questi stili siano stati trasformati in &#8220;tag di Acrobat&#8221;.</p>
<h3>La mappa ruolo</h3>
<p>Per rendere accessibile il documento, è necessario mappare i tag creati a partire dal programma utilizzato per creare il pdf ai tag standard di Acrobat.<br />
I tag standard  rendono disponibili a software e periferiche di supporto elementi strutturali e semantici per l&#8217;interpretazione della  struttura del documento e la presentazione del contenuto in un formato significativo per l&#8217;utente.</p>
<p>Per esempio, è possibile che un file PDF presenti tag XML acquisiti da uno schema XML o, come abbiamo visto, tag generati a partire dagli stili di paragrafo. Per rendere il PDF realmente accessibile, è necessario che i tag personalizzati dispongano di una mappa ruolo. In questo modo la tecnologia assistiva potrà estrarre informazioni semantiche dal documento, come l&#8217;elenco dei titoli presenti e il loro livello, elenchi puntati e numerati, tabelle, figure analogamente a quanto normalmente facciamo scansionando una pagina visualmente.</p>
<p>La mappa ruolo consente di correlare ciascun tag personalizzato a un tag standard.</p>
<p>I tipi di tag standard per elementi Adobe sono disponibili nelle finestre di dialogo Nuovo tag e Proprietà Ritocco di Acrobat.</p>
<p>Gli elementi standard PDF sono (dall’<a href="http://help.adobe.com/it_IT/Acrobat/9.0/Professional/acrobat_pro_9.0_help.pdf">help di Acrobat</a>):</p>
<h3>Elementi contenitore</h3>
<p>Gli elementi contenitore rappresentano il livello più alto e offrono un raggruppamento gerarchico agli altri elementi di livello blocco.</p>
<dl class="table-display">
<dt><code>&lt;Document&gt;</code></dt>
<dd>L’elemento principale nella struttura ad albero tag di un documento.</dd>
<dt><code>&lt;Part&gt;</code></dt>
<dd>Rappresenta una suddivisione ampia del documento e può raggruppare unità di contenuto di dimensioni inferiori, ad esempio elementi reparto, articolo o sezione.</dd>
<dt><code>&lt;Div&gt;</code></dt>
<dd>È un elemento di livello blocco generico o un gruppo di elementi di livello blocco.</dd>
<dt><code>&lt;Art&gt;</code></dt>
<dd>È un corpo del testo indipendente e viene considerato un resoconto singolo.</dd>
<dt><code>&lt;Sect&gt;</code></dt>
<dd>Si tratta di un tipo di elemento contenitore generico, paragonabile a Reparto (DIV Class=“Sect”) in codice HTML; in genere è un componente di un elemento parte o articolo.</dd>
</dl>
<h3>Elementi titolo e paragrafo</h3>
<p>Sono elementi di blocco che includono specifici livelli di titoli e paragrafi di testo generici <code>&lt;P&gt;</code>. Un elemento <code>&lt;H&gt;</code> può presentarsi come primo child di un livello div superiore. Per le situazioni in cui non esistono sezioni annidate sono disponibili sei livelli di titolo <code>&lt;H1&gt;</code>–<code>&lt;H6&gt;</code> generici.</p>
<h3>Elementi etichetta ed elenco</h3>
<p>Gli elementi etichetta ed elenco sono elementi di livello blocco utilizzati per conferire una struttura agli elenchi.</p>
<dl class="table-display">
<dt><code>&lt;L&gt;</code></dt>
<dd>Una qualsiasi sequenza di voci dal significato o da un altro tipo di pertinenza simile. È possibile che gli elementi secondari diretti siano elementi voce di elenco.</dd>
<dt><code>&lt;LI&gt;</code></dt>
<dd>Qualsiasi voce inclusa in un elenco. È possibile che presenti un elemento etichetta (facoltativo) e corpo elenco (obbligatorio) come elemento secondario.</dd>
<dt><code>&lt;LBL&gt;</code></dt>
<dd>Etichetta. Un punto elenco, un nome o un numero di identificazione per distinguere un elemento dagli altri all’interno dello stesso elenco.</dd>
<dt><code>&lt;LBody&gt;</code></dt>
<dd>Elemento corpo elenco. Il contenuto descrittivo di una voce di elenco.</dd>
</dl>
<h3>Elementi testo speciale</h3>
<p>Gli elementi di testo speciale identificano parti del testo non utilizzate come paragrafo generico (P).</p>
<dl class="table-display">
<dt><code>&lt;BlockQuote&gt;</code></dt>
<dd>Elemento virgolette blocco. Uno o più paragrafi attribuiti ad un autore diverso da quello del testo immediatamente circostante.</dd>
<dt><code>&lt;Caption&gt;</code></dt>
<dd>Elemento didascalia. Una breve parte di testo che descrive una tabella o una figura.</dd>
<dt><code>&lt;Index&gt;</code></dt>
<dd>Elemento indice. Una sequenza di voci contenenti testo identificativo ed elementi di riferimento che indicano la ricorrenza di tale testo nel corpo principale del documento.</dd>
<dt><code>&lt;TOC&gt;</code></dt>
<dd>Elemento sommario. Un elemento contenente un elenco strutturato di voci ed etichette che identificano le voci e dotato di una struttura gerarchica separata.</dd>
<dt><code>&lt;TOCI&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce di sommario. Un elemento contenuto in un elenco associato ad un elemento sommario.</dd>
</dl>
<h3>Elementi tabella</h3>
<p>Gli elementi tabella conferiscono struttura alle tabelle.</p>
<dl class="table-display">
<dt><code>&lt;Table&gt;</code></dt>
<dd>Elemento tabella. Una disposizione bidimensionale di celle di testo o di dati contente elementi riga di tabella come elementi secondari, nonché un elemento didascalia come primo o ultimo elemento secondario (facoltativo).</dd>
<dt><code>&lt;TR&gt;</code></dt>
<dd>Elemento riga di tabella. Una riga di intestazioni o dati in una tabella. È possibile che contenga elementi di cella di tipo intestazione di tabella e dati di tabella.</dd>
<dt><code>&lt;TD&gt;</code></dt>
<dd>Elemento di cella dati di tabella. Una cella di tabella contenente dati diversi dal tipo intestazione.</dd>
<dt><code>&lt;TH&gt;</code></dt>
<dd>Elemento di cella intestazione di tabella. Una cella di tabella contenente un’intestazione o dei dati che descrivono una o più righe oppure colonne di una tabella.</dd>
</dl>
<h3>Elementi di livello in linea</h3>
<p>Gli elementi di livello in linea identificano una porzione di testo caratterizzata da una formattazione o un comportamento specifico. Sono distinti dagli elementi di livello blocco. È possibile che gli elementi di livello in linea contengano o siano inclusi in elementi di livello blocco.</p>
<dl class="table-display">
<dt><code>&lt;BibEntry&gt;</code></dt>
<dd>Citazione bibliografica. Una descrizione che riporta la fonte originale delle informazioni menzionate nel testo.</dd>
<dt><code>&lt;BlockQuote&gt;</code></dt>
<dd>Una parte di testo in linea attribuita ad un autore diverso da quello del testo circostante. È un elemento distinto da virgolette blocco, che a differenza del testo in linea includono uno o più paragrafi per intero.</dd>
<dt><code>&lt;Span&gt;</code></dt>
<dd>Un segmento di testo in linea qualsiasi. In genere, viene utilizzato per delimitare del testo associato ad un gruppo di proprietà di stile.</dd>
</dl>
<h3>Elementi di livello in linea speciali</h3>
<p>Sono simili agli elementi in linea; descrivono una parte di testo in linea caratterizzata da una formattazione o un comportamento speciale.</p>
<dl class="table-display">
<dt><code>&lt;Code&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce codice. Codice di programmazione informatica incorporato in un documento.</dd>
<dt><code>&lt;Figure&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce figura. Una rappresentazione visiva o un elemento di grafica associato al testo cui si riferisce.</dd>
<dt><code>&lt;Form&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce modulo. Un’annotazione modulo PDF compilabile o già compilata.</dd>
<dt><code>&lt;Formula&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce formula. Una formula matematica.</dd>
<dt><code>&lt;Link&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce collegamento. Un collegamento ipertestuale incorporato in un documento. L’oggetto di destinazione può essere all’interno dello stesso documento, in un altro file PDF oppure su un sito Web.</dd>
<dt><code>&lt;Note&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce nota. Documentazione o testo esplicativo, ad esempio una nota a piè di pagina o di chiusura, a cui viene fatto riferimento all’interno del corpo del testo principale.</dd>
<dt><code>&lt;Reference&gt;</code></dt>
<dd>Elemento voce riferimenti. Una citazione di testo o dati non inclusi nel documento.</dd>
</dl>
<p>Tutti questi elementi sono disponibili nella scheda Tag di Acrobat Pro, che permette di applicarli ai vari elementi del documento o di modificare i tag assegnati.</p>
<p>In questo modo il file PDF godrà di diversi vantaggi, poiché i tag standard rendono disponibili a software e periferiche di supporto un gruppo basilare di elementi strutturali e semantici per l’interpretazione della struttura del documento e la presentazione del relativo contenuto in un formato significativo per l’utente.</p>
<p>Inoltre, la conversione a altri formati sarà senza dubbio più precisa ed efficace (per esempio, quando viene creata una versione del documento in HTML).</p>
<ol>
<li>Per visualizzare e modificare le mappe ruolo degli elementi, selezionare Modifica mappa ruolo nel menu del pannello Tag.</li>
<li>Nella finestra di dialogo che si aprirà (<strong>Figura 2</strong>), espandere la struttura per visualizzare i tag personalizzati presenti nel documento (a sinistra) e il tag standard Acrobat assegnato (a destra).
<p><div id="attachment_666" class="wp-caption alignnone" style="width: 454px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tag2.jpg"><img class="size-full wp-image-666" title="la finestra di dialogo Mappa ruolo" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/07/tag2.jpg" alt="Figura 2. La finestra di dialogo Mappa ruolo permette di mappare i tag personalizzati a quelli standard PDF." width="444" height="481" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2. La finestra di dialogo Mappa ruolo permette di mappare i tag personalizzati a quelli standard PDF.</p></div></li>
<li>Per modificare il ruolo di un elemento, selezionare l&#8217;elemento e fare clic sul pulsante Modifica elemento (il pulsante non è disponibile fino a quando non viene selezionato un elemento.</li>
<li>Digitare nella casella di testo Valore il nome dell&#8217;elemento standard PDF da mappare al tag personalizzato (rispettando maiuscole/minuscole, per esempio H1 e non h1).</li>
</ol>
<p>Il ruolo assegnato varrà per tutti i tag personalizzati presenti nel documento. Nell&#8217;albero dei tag non sarà visibile alcuna modifica, ma la tecnologia assistiva utilizzerà per renderizzare il documento i ruoli da noi assegnati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/07/gli-stili-di-paragrafo-e-i-tag-di-acrobat-una-questione-di-ruoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Documenti Word: le grandi pulizie</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/documenti-word-le-grandi-pulizie/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/documenti-word-le-grandi-pulizie/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 16:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Word]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=641</guid>
		<description><![CDATA[È purtroppo piuttosto frequente che i file di Word contengano moltissimi caratteri e stili inutili, tentativi di impaginazione a colpi di barra spaziatrice e tabulazioni, caratteri Invio multipli per spaziare i paragrafi, stili creati da Word in base a formattazioni locali. Soprattutto quando il file proviene da un formato diverso, per esempio .rtf, o è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È purtroppo piuttosto frequente che i file di Word contengano moltissimi caratteri e stili inutili, tentativi di impaginazione a colpi di barra spaziatrice e tabulazioni, caratteri Invio multipli per spaziare i paragrafi, stili creati da Word in base a formattazioni locali. Soprattutto quando il file proviene da un formato diverso, per esempio .rtf, o è stato creato su piattaforme diverse da quella in uso nel file è presente una grande quantità di &#8220;sporcizia&#8221;. Il lavoro di pulizia può essere lungo e laborioso, ma d&#8217;altra parte più il file è pulito più sarà semplice impaginarlo e gestirlo a tutti i livelli. Cerchiamo di individuare alcune strategie che ci permettano di fare le pulizie con una discreta velocità e semplicità.</p>
<p>Per quello che riguarda i caratteri speciali presenti, può essere di grande aiuto la funzione Sostituisci (Modifica &gt; Sostituisci). Oltre che per individuare e sostituire normali parole e stringhe di caratteri, questa funzione è in grado di rilevare anche un gran numero di caratteri speciali come segni di paragrafo, tabulazioni, trattini, interruzioni di riga e paragrafo, e così via.</p>
<ol>
<li>In Word, selezionate Modifica &gt; Sostituisci. Nella finestra di dialogo Sostituisci che apparirà, fate clic sul pulsante Altro: diventeranno disponibili due nuovi pulsanti, Formato e Speciale (<strong>Figura 1)</strong>. Per esempio, per eliminare doppi Invio, selezionate due volte Segno di paragrafo nell&#8217;elenco a discesa Speciale. In Trova comparirà il codice ^p^p, e inserite ciò che desiderate sostituire ai doppi Invio nella casella Sostituisci con (per esempio, un singolo Invio). Effettuate la procedura per tutti i caratteri speciali da eliminare.
<div id="attachment_642" class="wp-caption alignnone" style="width: 547px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie.jpg"><img class="size-full wp-image-642" title="fare le pulizie dei caratteri speciali" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie.jpg" alt="Figura 1. I pulsanti Formato e Speciale della finestra di dialogo Trova e sostituisci." width="537" height="872" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. I pulsanti Formato e Speciale della finestra di dialogo Trova e sostituisci.</p></div></li>
</ol>
<p>Per pulire stili e formattazioni sono disponibili diverse opzioni, attuabili tramite il pannello Stili e formattazione e la finestra di dialogo Libreria.</p>
<h3>Stili e formattazioni</h3>
<p>Probabilmente vi sarà capitato di notare strani stili del tipo &#8220;Normale+12 Bold Rosso&#8221; che non avete mai creato. Questo succede perché Word sta tracciando le formattazioni che applicate al testo, e le converte in stile. Personalmente trovo questa caratteristica piuttosto fastidiosa, quindi se lo desiderate disattivatela.</p>
<ol>
<li>In Word, selezionate Strumenti &gt; Opzioni. Fate clic sulla scheda Modifica, e deselezionate la casella di controllo Tieni traccia della formattazione.</li>
</ol>
<p>Abbiamo visto come utilizzare il pannello per <a href="http://test.biroblu.info/uno/2009/06/stili-di-paragrafo-in-word/">creare degli stili di paragrafo</a>, ma è possibile eseguire altre utili attività.</p>
<ul>
<li>Per esempio, è disponibile una voce Cancella formattazione che può essere utilizzata dopo aver selezionato tutto il testo, o il brano da ripulire. L&#8217;effetto è esattamente quello indicato, vengono cancellate tutte le formattazioni.</li>
<li>Oppure, è possibile utilizzare il pannello per sostituire uno stile ad un altro (<strong>Figura 2</strong>) su tutti i paragrafi che possiedono lo stile da sostituire.  Nell&#8217;esempio, desideriamo sostituire in un colpo solo tutti le 4 istanze dello stile Prova con lo stile Prova. Fate clic in un paragrafo &#8220;Prova&#8221; e nell&#8217;elenco a discesa dello stile selezionate Seleziona tutte le <em>n</em> istanze.
<p><div id="attachment_648" class="wp-caption alignnone" style="width: 554px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie2.jpg"><img class="size-full wp-image-648" title="sostituzione degli stili" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie2.jpg" alt="Figura 2. Il pannello Stili e formattazione permette di sostituire uno stile ad un altro anche su paragrafi multipli." width="544" height="725" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2. Il pannello Stili e formattazione permette di sostituire uno stile ad un altro anche su paragrafi multipli.</p></div></li>
<li>Fate clic sul nome dello stile sostitutivo nel pannello Stili e formattazione. Il nuovo stile (nell&#8217;esempio Titolo 3) verrà applicato a tutti i paragrafi selezionati (<strong>Figura 3</strong>)
<p><div id="attachment_649" class="wp-caption alignnone" style="width: 554px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie3.jpg"><img class="size-full wp-image-649" title="sostituzione dello stile di paragrafo" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie3.jpg" alt="Figura 3. Sostituzione dello stile di paragrafo" width="544" height="744" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 3. Sostituzione dello stile di paragrafo</p></div></li>
</ul>
<p>Un&#8217;altra opzione misconosciuta è la Libreria di Word.</p>
<ol>
<li> Selezionate Strumenti &gt; Modelli e aggiunte e fate clic sul pulsante Libreria.</li>
<li> Nell&#8217;area sinistra della finestra sono visibili tutti gli stili presenti nel documento (utili ed inutili che siano). Fate clic sul nome di uno stile evidentemente inutile e clic sul pulsante Elimina.</li>
</ol>
<p><div id="attachment_652" class="wp-caption alignnone" style="width: 550px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie4.jpg"><img class="size-full wp-image-652" title="la finestra Libreria di Word" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/pulizie4.jpg" alt="Figura 4. La finestra Libreria di Word" width="540" height="356" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 4. La finestra Libreria di Word</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/documenti-word-le-grandi-pulizie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stili di paragrafo in Word</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/stili-di-paragrafo-in-word/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/stili-di-paragrafo-in-word/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 08:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[stili di paragrafo]]></category>
		<category><![CDATA[Word]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=627</guid>
		<description><![CDATA[Word permette di creare gli stili di paragrafo in maniere diverse. La prima, più semplice ed efficace secondo me, prevede la creazione dello stile in base alla selezione.La seconda invece richiede l&#8217;utilizzo del pannello Stili e formattazione. Vediamo come.
Attenzione: nomi dei pannelli e comandi potrebbero avere denominazioni diverse a seconda della versione di Word e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Word permette di creare gli stili di paragrafo in maniere diverse. La prima, più semplice ed efficace secondo me, prevede la creazione dello stile in base alla selezione.La seconda invece richiede l&#8217;utilizzo del pannello Stili e formattazione. Vediamo come.</p>
<p><strong>Attenzione</strong><em>: nomi dei pannelli e comandi potrebbero avere denominazioni diverse a seconda della versione di Word e della piattaforma utilizzate.</em></p>
<h3>Procedura in base alla selezione</h3>
<ol>
<li>Se il simbolo di fine paragrafo non fosse visibile, fate clic sul pulsante Mostra/nascondi <strong>¶</strong> nella barra degli strumenti Standard di Word. Farà da comodo riferimento per indentificare i paragrafi.</li>
<li>Create un nuovo documento di Word contenente qualche paragrafo di testo, utilizzate la barra degli strumenti Formattazione per definire le nuove caratteristiche da assegnare al paragrafo (ricordate che servono soltanto a identificarlo facilmente nel corpo del testo, non per impaginazione)</li>
<li>Digitale il nome dello stile nella casella Stile della barra (nell&#8217;esempio, Box &#8211; Figura 1).</li>
<div id="attachment_630" class="wp-caption alignnone" style="width: 652px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/word1.jpg"><img class="size-full wp-image-630" title="creazione di un nuovo stile di paragrafo in base alla selezione" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/word1.jpg" alt="Figura 1. creazione di un nuovo stile di paragrafo in base alla selezione" width="642" height="613" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. creazione di un nuovo stile di paragrafo in base alla selezione</p></div>
<li>Premete Invio e il nuovo stile di paragrafo verrà creato.</li>
</ol>
<p>Il nuovo stile verrà applicato al paragrafo selezionato e sarà disponibile nel pannello Stili e formattazione (su Windows, Formato &gt; Stili e formattazione).</p>
<h3>Procedura utilizzando il pannello Stili e formattazione</h3>
<p>Entrambe le procedure hanno lo stesso risultato, ovvero viene creato un nuovo stile di paragrafo. Nel primo caso lo stile verrà immediatamante applicato alla selezione che fa da campione per la definizione dello stile, mentre se viene utilizzata la seguente procedura lo stile sarà disponibile ma non verrà applicato automaticamente ad alcun paragrafo.</p>
<ol>
<li>Aprite il pannello Stili e formattazione (Formato &gt; Stili e formattazione) e fate clic sul pulsante Nuovo stile.</li>
<li>Assegnate un nome e definite le caratteristiche dello stile di paragrafo nella finestra di dialogo Nuovo stile selezionando nell&#8217;elenco a discesa Formato l&#8217;area di applicazione (Carattere, Paragrafo, Tabulazioni, ecc &#8211; <strong>Figura 2</strong>). Al termine, fate clic su Ok per creare il nuovo stile, che ora sarà disponibile sia nella barra degli strumenti Formattazione sia nel pannello Stili e formattazione (nell&#8217;esempio, <em>Stile1</em> &#8211; <strong>Figura 3)</strong>.</li>
</ol>
<div id="attachment_632" class="wp-caption alignnone" style="width: 378px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/word2.jpg"><img class="size-full wp-image-632" title="finestra di dialogo Nuovo stile" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/word2.jpg" alt="Figura 2. La finestra di dialogo Nuovo stile con l'elenco a discesa Formato aperto." width="368" height="613" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2. La finestra di dialogo Nuovo stile con l&#39;elenco a discesa Formato aperto.</p></div>

<div id="attachment_631" class="wp-caption alignnone" style="width: 652px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/word3.jpg"><img class="size-full wp-image-631" title="il nuovo stile creato" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/word3.jpg" alt="il nuovo stile creato" width="642" height="647" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 3. Il nuovo stile creato è disponibile sia nell&#39;elenco a discesa Stile della barra degli strumenti Formattazione sia nel pannello Stili e formattazione.</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/stili-di-paragrafo-in-word/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Accessibilità e livelli in Indesign</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/accessibilita-e-livelli-in-indesign/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/accessibilita-e-livelli-in-indesign/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 14:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Indesign]]></category>
		<category><![CDATA[livelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=615</guid>
		<description><![CDATA[Soprattutto nei libri di scolastica o manualistica in genere, è abituale l&#8217;utilizzo di retini per evidenziare elementi a corredo del testo principale, o utilizzare immagini a scopo decorativo, puramente per arricchire il layout.
Effettivamente il risultato nella maggior parti dei casi è efficace, ne risultano effetti estetici gradevoli e di aiuto alla comprensione dei materiali. Però, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Soprattutto nei libri di scolastica o manualistica in genere, è abituale l&#8217;utilizzo di retini per evidenziare elementi a corredo del testo principale, o utilizzare immagini a scopo decorativo, puramente per arricchire il layout.</p>
<p>Effettivamente il risultato nella maggior parti dei casi è efficace, ne risultano effetti estetici gradevoli e di aiuto alla comprensione dei materiali. Però, per alcuni utenti questi retini ed immagini potrebbero invece costituire un grosso ostacolo per la fruizione delle pagine.</p>
<p>Inoltre, i retini potrebbero produrre una stampa confusa su stampanti a bassa risoluzione come quelle a getto d&#8217;inchiostro, o quando il libro viene stampato in bianco e nero. Quindi, un potenziale problema per tutti gli utenti.</p>
<p>Indesign e PDF offrono una semplice possibilità per ovviare a questa possibile incongruenza, vediamo come.</p>
<ol>
<li>Aprite Indesign e create due box che simulino una situazione testo principale/box di approfondimento (per riempire i box di testo potete utilizzare il comando Testo &gt; Riempi con testo segnaposto).<br />
A questo punto, basterebbe assegnare uno sfondo al box &#8220;di approfondimento&#8221; per simulare la situazione immaginata. Il problema è che quello sfondo apparterrebbe allo stesso livello del testo principale, e quindi impossibile rimuoverlo. Proviamo una nuova soluzione.</li>
<li>Selezionate Finestra &gt; Livelli. Nel menu del pannello Livelli, selezionate Nuovo livello ed assegnategli il nome Sfondo (o un nome significativo).</li>
<li>Fate clic sul livello Sfondo nel pannello Livelli, in modo che sia quello attivo (accanto al nome del livello apparirà un&#8217;icona a forma di pennino).</li>
<li>Con lo strumento Rettangolo, tracciate un box che copra l&#8217;area del riquadro. Selezionate Finestra &gt; Colori ed assegnate un colore al nuovo box, che comparirà sopra al testo.</li>
<li>Osservate il pannello Livelli: dovrebbero essere presenti due livelli, dall&#8217;alto verso il basso Sfondo e poi il livello principale (nell&#8217;esempio, &#8220;livello principale&#8221;. Fate clic sul livello Sfondo e trascinatelo verso il basso, sotto Livello principale: il testo ora dovrebbe essere sopra al box colorato (<strong>Figura 1</strong>).
<div id="attachment_616" class="wp-caption alignnone" style="width: 649px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/livelli1.jpg"><img class="size-full wp-image-616" title="livelli" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/livelli1.jpg" alt="Figura 1. Il livello Sfondo sotto al testo" width="639" height="756" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. Il livello Sfondo sotto al testo.</p></div></li>
<li>Ora per conoscere anche un&#8217;altra possibilità di Indesign proviamo ad arrotondare i bordi del box utilizzando gli script. Se necessario, selezionate il box colorato e verificate che nel pannello Livelli sia attivo il livello Sfondo (apparirà evidenziato) e selezionate Finestra &gt; Automazione &gt; Script.</li>
<li>Nel pannello Script che si aprirà, espandete la categoria Applicazione, Samples, Javascript e clic destro su Corner Effects. Selezionate Esegui Script nel menu contestuale. (SU MAC il clic destro dovrebbe essere una combinazione del tipo mela+clic, verificare)</li>
<li>Digitate 18pt per Offset e clic sul pulsante Ok. D&#8217;accordo, forse non è così necessario, ma è una buona occasione per dare un&#8217;occhiata agli script disponibili e poco usati. Alcuni sono veramente utili, per esempio spezzare le catene di testo in caso di errore può essere complicato con gli strumenti &#8220;normali&#8221;. BreakFrame e SplitStory  sono efficacissimi&#8230;</li>
<li>Esportate il PDF. Selezionate File &gt; Esporta, e nella finestra di dialogo Esporta Adobe PDF, selezionate nell&#8217;elenco a discesa Compatibilità una versione di Acrobat dalla 7 o successive e fate clic sulla casella di controllo Crea livelli Acrobat.</li>
<li>In Acrobat, selezionate Vista &gt; Pannelli di navigazione &gt; Livelli, e espandete i livelli: saranno visibili tutti i livelli creati, ed accanto ad essi comparirà un&#8217;icona a forma d&#8217;occhio. Fate clic su quella adiacente il livello Sfondo e questo scomparirà. In questo modo l&#8217;utente potrà visualizzare e/o stampare a proprio piacimento gli elementi posti su questo livello.</li>
</ol>
<p><div id="attachment_618" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/livelli3.jpg"><img class="size-full wp-image-618" title="livelli in Acrobat" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/livelli3.jpg" alt="Figura 3. L'icona a forma d'occhio permette di visualizzare o meno gli oggetti contenuti nei livelli." width="450" height="678" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 3. L&#39;icona a forma d&#39;occhio permette di visualizzare o meno gli oggetti contenuti nei livelli.</p></div>
<h3>Materiali</h3>
<p><a href="http://test.biroblu.info/uno/wp-content/uploads/2009/06/livelli.indd">livelli.indd</a></p>
<p><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/livelli.pdf">PDF risultante</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/accessibilita-e-livelli-in-indesign/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo zen e l&#039;arte della scrittura di didascalie e testi alternativi</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/lo-zen-e-larte-della-scrittura-di-didascalie-e-testi-alternativi/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/lo-zen-e-larte-della-scrittura-di-didascalie-e-testi-alternativi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 10:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[testo alternativo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=608</guid>
		<description><![CDATA[Requisito n. 4
Enunciato: evitare di utilizzare immagini o altri elementi grafici per rappresentare contenuti testuali. Dotare le immagini, i grafici e le tabelle utilizzate a scopo didattico di didascalie esaurienti che forniscano informazioni equivalenti commisurate alla funzione esercitata dall&#8217;oggetto originale nello specifico contesto. Collegare esplicitamente le didascalie all&#8217;immagine a cui si riferiscono tramite numerazione sequenziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Requisito n. 4</strong></p>
<p class="rientro1"><strong>Enunciato: </strong>evitare di utilizzare immagini o altri elementi grafici per rappresentare contenuti testuali. Dotare le immagini, i grafici e le tabelle utilizzate a scopo didattico di didascalie esaurienti che forniscano informazioni equivalenti commisurate alla funzione esercitata dall&#8217;oggetto originale nello specifico contesto. Collegare esplicitamente le didascalie all&#8217;immagine a cui si riferiscono tramite numerazione sequenziale contestualizzata all&#8217;organizzazione del libro.</p>
</blockquote>
<p>Il requisito chiede delle cose semplici da comprendere, ma piuttosto impegnative come realizzazione. In effetti, scrivere delle didascalie esaurienti, che forniscano informazioni equivalenti alla funzione dell&#8217;immagine originale nello specifico contesto può essere una scommessa.</p>
<p>Cerchiamo di affrontare il problema con una piccola analisi. Innanzitutto, scartiamo le immagini che hanno uno scopo puramente visuale, poste nell&#8217;impaginato per motivi grafici o altro ma non correlate direttamente al testo. Nel PDF queste immagini verranno marcate come &#8220;artefatto&#8221;, in modo che lo screen reader non se ne prenda carico.</p>
<p>Alcune immagini saranno invece descrivibili con la semplice didascalia, sarà l&#8217;abilità del redattore a definirle.</p>
<p>Però, in alcuni casi la situazione potrebbe complicarsi: se la didascalia non è sufficiente, e l&#8217;immagine possiede anche significati altri nel contesto bisognerà scrivere quello che viene definito &#8220;testo alternativo&#8221;, che verrà aggiunto all&#8217;immagine nel PDF.</p>
<p>Esempio pratico:</p>
<div id="attachment_609" class="wp-caption alignnone" style="width: 397px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/mela.jpg"><img class="size-full wp-image-609" title="mela" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/mela.jpg" alt="Una mela" width="387" height="420" /></a><p class="wp-caption-text">Una mela</p></div>
<p>Possibili opzioni per il testo alternativo:</p>
<ol>
<li>Una mela in primo piano e sullo sfondo una città vista dalla sommità di un edificio</li>
<li>New York</li>
<li>La grande mela (The Big Apple), soprannome della città di New York</li>
<li>Nessun testo alternativo</li>
<li>Una mela</li>
</ol>
<p>Quale delle opzioni è quella corretta? Ovviamente, dipende dal contesto.</p>
<p>Per eliminare qualche dubbio su cosa scrivere come testo alternativo<em></em>, può essere utile  porsi una semplice domanda:</p>
<p><strong>“Se dovessi illustrare al telefono l&#8217;immagine che stai guardando,  descriveresti l’immagine e il suo contenuto?”</strong></p>
<p>Se la risposta è sì, allora è bene che quell’immagine abbia un testo alternativo, altrimenti non è necessario. Il metodo viene direttamente da <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/www.456bereastreet.com');" href="http://www.456bereastreet.com/archive/200811/writing_good_alt_text/">Roger Johansson</a>, e lo trovo adatto a casi come questi.</p>
<p>L’importante è ricordarsi sempre di non esagerare, perchè è facile cadere nell’errore opposto: inserire troppe informazioni (inutili). Rendere accessibili le immagini non significa usare testi alternativi esageratamente lunghi e descrittivi: creerebbero solamente problemi e ridondanze.</p>
<p>In ogni caso, una soluzione predefinita e pronta all&#8217;uso non esiste.</p>
<p>Propongo per questo una lista di link da visitare per approfondimenti e chiarimenti, in modo che ognuno possa formarsi un proprio metodo.</p>
<p>Riguardano tutti le immagini del web, poiché credo che il problema da un punto di vista editoriale non sia stato ancora affrontato. In ogni caso, il contesto è lo stesso poiché il testo alternativo è riservato agli screen reader, non è visibile nella pagina che sia Web o che si tratti di un libro.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.webaim.org/techniques/alttext/">Appropriate Use of Alternative Text</a></li>
<li><a href="http://www.456bereastreet.com/archive/200811/writing_good_alt_text/">Writing good alt text</a></li>
<li><a href="http://www.peachpit.com/guides/content.aspx?g=webdesign&amp;seqNum=307">Writing Alternate Text for Images</a></li>
<li><a href="http://www.gawds.org/show.php?contentid=28">Writing good ALT text</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/lo-zen-e-larte-della-scrittura-di-didascalie-e-testi-alternativi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sommari navigabili e collegamenti in Indesign</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/sommari-navigabili-collegamenti-e-rimandi-in-indesign/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/sommari-navigabili-collegamenti-e-rimandi-in-indesign/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 18:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[collegamenti]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[sommario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=598</guid>
		<description><![CDATA[Requisito n. 3
Enunciato: fornire i libri di testo di un sommario navigabile che permetta il collegamento diretto ai corrispondenti contenuti e prevedere idonei collegamenti ipertestuali per il ritorno all&#8217;indice o ai contenuti alla fine di ciascuna sezione. Dotare gli elementi informativi a corredo del testo, tra i quali note e relativi rimandi e riquadri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Requisito n. 3</strong></p>
<p class="rientro1"><strong>Enunciato:</strong> fornire i libri di testo di un sommario navigabile che permetta il collegamento diretto ai corrispondenti contenuti e prevedere idonei collegamenti ipertestuali per il ritorno all&#8217;indice o ai contenuti alla fine di ciascuna sezione. Dotare gli elementi informativi a corredo del testo, tra i quali note e relativi rimandi e riquadri di approfondimento, di collegamenti ipertestuali espliciti al punto o all&#8217;elemento corrispondente nel testo principale.</p>
</blockquote>
<p>Un documento elettronico può essere fruito in modo completamente diverso dal corrispondente cartaceo, è evidente. Il documento elettronico può essere reso ipertestuale, ovvero dotato di rimandi e link a parti dello stesso documento o a documenti completamente diversi, per approfondimenti o ulteriore documentazione.</p>
<p>Inoltre, i link facilitano la navigazione del documento, permettendo con un clic di raggiungere parti dello stesso. È evidente quanto questo possa essere risolutivo ed efficace in presenza di difficoltà motorie, e quanto sia necessario esplicitare i collegamenti per chi consulta il testo con uno screen reader. Come può sapere un non vedente quando e se leggere un riquadro di completamento del testo, un glossario o un approfondimento se questa informazione non viene resa esplicita?</p>
<p>Indesign permette di realizzare due tipi di collegamento, rimandi e collegamenti ipertestuali (entrambi disponibili selezionando Finestra &gt;  Interattività &gt; Collegamenti ipertestuali.</p>
<p>Per i collegamenti dobbiamo distinguere fra sorgente e destinazione. Per <dfn class="term">sorgente</dfn> si intende il testo, la cornice di testo o la cornice grafica con il collegamento ipertestuale. Per <dfn class="term">destinazione</dfn> si intende l’URL, il file, l’indirizzo e-mail, la pagina, l’ancoraggio di testo o una destinazione condivisa a cui si passa mediante il collegamento ipertestuale. Ogni sorgente può rimandare a un’unica destinazione ma una destinazione può essere raggiunta da più sorgenti.</p>
<p>Un rimando invece di solito ha una forma del tipo &#8220;Per ulteriori informazioni, consultate “blablabla” a pagina 12&#8243;, oppure &#8220;vedi Capitolo 7&#8243;. Le procedure sono diverse così come è diverso lo scopo.<br />
In questo ambito parleremo di collegamenti ipertestuali.<br />
Immaginiamo di avere un testo principale che contiene delle parole da approfondire in un glossario disposto in un riquadro adiacente.</p>
<ol>
<li> In Indesign, create due box di testo e riempiteli con testo fittizio.</li>
<li> Nel box che simula il testo principale, create due voci di parole da approfondire nel glossario, distinguendole graficamente dal testo principale creando uno stile di carattere opportuno (ricordo che l&#8217;uso del colore non è sufficiente, potrebbe essere invisibile ad alcuni utenti). Nell&#8217;esempio, il nostro obiettivo è creare un collegamento che al clic su &#8220;voce di glossario 1&#8243; ci conduca a &#8220;Definizione 1&#8243;, e la stessa cosa per la seconda voce (<strong>Figura 1</strong>).
<p><div id="attachment_602" class="wp-caption alignnone" style="width: 502px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/collegamenti1.jpg"><img class="size-full wp-image-602" title="il testo di esempio" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/collegamenti1.jpg" alt="Figura 1. Il testo di esempio in cui creare collegamenti" width="492" height="558" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. Il testo di esempio in cui creare collegamenti</p></div></li>
<li>La prima operazione da compiere è creare le destinazioni. Selezionate il testo &#8220;Definizione 1&#8243; nel box che contiene le definizioni e selezionate Nuova destinazione collegamento ipertestuale nel menu del pannello Collegamenti ipertestuali. Nella finestra che comparirà, verificate che sia selezionata la voce Ancoraggio testo come Tipo, mentre nella casella di testo Nome sarà presente il testo selezionato. Fate clic sul pulsante Ok ed 2seguite la stessa operazione per &#8220;Definizione 2&#8243;.</li>
<li> Ora dobbiamo definire le sorgenti. Selezionate il testo &#8220;Voce di glossario 1&#8243; nel blocco di testo principale, e Nuovo collegamento ipertestuale nel menu del pannello Collegamenti ipertestuali. Nell&#8217;elenco a discesa Ancoraggio testo saranno presenti entrambe le destinazioni, Definizione 1 e Definizione 2: verificate di selezionare quella corretta (<strong>Figura 2</strong>). Eseguite la stessa operazione per entrambe le sorgenti.
<p><div id="attachment_603" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/collegamenti2.jpg"><img class="size-full wp-image-603" title="Impostazione delle sorgenti" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/collegamenti2.jpg" alt="Figura 2. Impostazione delle sorgenti dei collegamenti " width="400" height="346" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2. Impostazione delle sorgenti dei collegamenti </p></div></li>
<li>Nel pannello Collegamenti ipertestuali ora saranno visibili le due ancore. Se nel testo fossero visibili due evidenti riquadri che vi preoccupano pensando alla stampa, potete nasconderli selezionando Visualizza &gt; Nascondi collegamenti ipertestuali.<br />
Nell&#8217;area inferiore del pannello Collegamenti ipertestuali sono presenti due grosse frecce, Vai alla sorgente e Vai alla destinazione. Utilizzatele per verificare i collegamenti facendo clic sul collegamento nel pannello e utilizzando le due frecce per verificare sorgente e destinazione.</li>
</ol>
<p>Questi collegamenti saranno disponibili ed attivi anche nel PDF.</p>
<p>In Indesign, un sommario navigabile è molto facilmente realizzabile se vengono utilizzati gli stili di paragrafo: basterà selezionare Layout &gt; Sommario per accedere alla finestra di dialogo Sommario, dove indicare gli stili di paragrafo che identificano le voci dello stesso (nell&#8217;esempio, Titolo 1 e Titolo 2). È possibile assegnare alle voci degli stili di paragrafo diversi, e per ottenere un sommario navigabile basterà selezionare la casella di controllo Crea segnalibri PDF.</p>
<p>Se il sommario viene generato manualmente, occorrerà utilizzare la tecnica descritta per i collegamenti per ciascuna voce.</p>
<h3>Materiali</h3>
<p>file <a href="http://test.biroblu.info/uno/wp-content/uploads/2009/06/collegamenti.indd">collegamenti.indd</a></p>
<p><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/collegamenti.pdf">Pdf risultante</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/sommari-navigabili-collegamenti-e-rimandi-in-indesign/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il problema della linearizzazione</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/il-problema-della-linearizzazione/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/il-problema-della-linearizzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 18:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[concatenazione]]></category>
		<category><![CDATA[Indesign]]></category>
		<category><![CDATA[linearizzazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=585</guid>
		<description><![CDATA[Requisito n. 2
Enunciato:  Garantire che il corretto ordine di lettura sia preservato anche quando il testo eventualmente suddiviso in blocchi o in colonne venga presentato in modo linearizzato.
Requisito n. 5
Enunciato: garantire che i contenuti sottoposti a ingrandimento siano visualizzati nel rispetto dell&#8217;ordine di presentazione originale ed evitare che per la loro lettura si debba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Requisito n. 2</strong></p>
<p class="rientro1"><strong>Enunciato: </strong> Garantire che il corretto ordine di lettura sia preservato anche quando il testo eventualmente suddiviso in blocchi o in colonne venga presentato in modo linearizzato.</p>
<p><strong>Requisito n. 5</strong></p>
<p class="rientro1"><strong>Enunciato:</strong> garantire che i contenuti sottoposti a ingrandimento siano visualizzati nel rispetto dell&#8217;ordine di presentazione originale ed evitare che per la loro lettura si debba ricorrere alla barra di scorrimento orizzontale del programma di lettura utilizzato.</p>
</blockquote>
<p>Con <em>vista linearizzata</em> si intende una particolare visualizzazione del documento nella quale il contenuto si dispone in un&#8217;unica colonna che contiene tutti gli elementi uno di seguito all&#8217;altro. Si tratta di un&#8217;opzione molto importante per l&#8217;accessibilità, poiché consente di fruire del documento anche alle persone con difetti visivi tali da non riuscire a seguire correttamente il flusso di lettura del testo disposto in colonne o per chi ha bisogno di ingrandire il testo e/o cambiarne i colori di primo piano e sfondo. È necessario inoltre che i contenuti possano disporsi nello spazio disponibile nella finestra del programma utilizzato dall&#8217;utente senza obbligarlo a ricorrere alla barra di scorrimento orizzontale (immaginate le difficoltà per un utente disabile motorio).</p>
<p>I layout dei libri didattici normalmente sono piuttosto complessi, ricchi di riquadri e il testo viene disposto su più colonne. Come ottenere questo risultato?</p>
<p>È necessario utilizzare gli strumenti di Indesign per concatenare i box che gestiscono il posizionamento dei contenuti in modo che il flusso degli stessi risulti nel corretto ordine, che non rispecchia obbligatoriamente la disposizione dei box sul monitor (o sulla carta).</p>
<p>Vediamo un semplice esempio.</p>
<ol>
<li>Create quattro piccoli box di testo contenenti un testo identificativo (blocco 1, blocco 2, blocco 3 e blocco 4).</li>
<li>Disponeteli in modo disordinato nella pagina (Figura 1)
<p><div id="attachment_586" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione1.jpg"><img class="size-full wp-image-586" title="quattro box di testo" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione1.jpg" alt="Figura 1. Quattro box di testo non collegati" width="450" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. Quattro box di testo non collegati</p></div></li>
<li>In teoria, selezionando File &gt; Esporta e un formato testuale come opzione dovremmo ottenere un file di testo che contiene i nostri blocchi. In realtà questo non avviene, poiché i box sono separati fra loro. Per ottenere questo risultato dobbiamo collegarli, e nella sequenza giusta. Per verificare se i box sono collegati o meno e nella sequenza giusta, selezionate Visualizza &gt; Mostra sequenze di testo. Allo stato attuale non sarà visibile alcun collegamento.</li>
<li>Fate clic con lo strumento Selezione sul blocco 1. Appariranno le consuete maniglie di ridimensionamento, più altre due per noi molto importanti (<strong>Figura 2</strong>), poiché rappresentano le maniglie di inizio e fine del box.
<p><div id="attachment_587" class="wp-caption alignnone" style="width: 547px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione2.jpg"><img class="size-full wp-image-587" title="maniglie di inizio e fine" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione2.jpg" alt="Figura 2. La maniglia a sinistra del box è quella di inizio, la maniglia a destra è quella finale" width="537" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2. La maniglia a sinistra del box è quella di inizio, la maniglia a destra è quella finale</p></div></li>
<li>Fate clic sulla maniglia finale del box 1 e poi su quella iniziale del box 2. Comparirà una linea di connessione fra i due box, e probabilmente il testo scorrerà. Sistemate gli ingombri dei box in modo che il testo scorra correttamente inserendo un Invio dove necessario, e ripetete l&#8217;operazione collegando anche i box 3 e 4. Sul monitor saranno visibili i vettori di collegamento (<strong>Figura 3</strong>).
<p><div id="attachment_588" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione3.jpg"><img class="size-full wp-image-588" title="box concatenati" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione3.jpg" alt="Figura 3. I quattro box concatenati" width="450" height="422" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 3. I quattro box concatenati</p></div></li>
<li>Per verificare se davvero il testo scorre correttamente, anche se l&#8217;ordine di lettura a monitor è diverso, selezionate Modifica &gt; Modifica in editor brani. Se tutto ha funzionato correttamente, il contenuto dei quattro box dovrebbe apparire nella corretta sequenza (Figura 4).
<p><div id="attachment_589" class="wp-caption alignnone" style="width: 622px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione4.jpg"><img class="size-full wp-image-589" title="il testo in editor brani" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione4.jpg" alt="Figura 4. Il testo dei 4 box concatenati in Editor brani" width="612" height="566" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 4. Il testo dei 4 box concatenati in Editor brani</p></div></li>
<li>Esportate il file PDF corrispondente per verificare che cosa succede.</li>
<li>Aprite il file in Acrobat e selezionate Vista &gt; Pannelli di navigazione &gt; Tag. La struttura del documento mostrerà la sequenza dei tag nell&#8217;ordine da noi stabilito, nonostante a video il blocco 2 preceda il blocco 1 e così via (Figura 5).
<p><div id="attachment_590" class="wp-caption alignnone" style="width: 616px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione5.jpg"><img class="size-full wp-image-590" title="La struttura in Acrobat" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione5.jpg" alt="Figura 5. L'albero dei tag in Acrobat ci mostra gli elementi nella sequenza corretta" width="606" height="661" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 5. L&#39;albero dei tag in Acrobat ci mostra gli elementi nella sequenza corretta</p></div></li>
<li>A ulteriore conferma, in Acrobat selezionate File &gt; Salva col nome e un&#8217;opzione testuale in Salva come. Il testo esportato corrisponderà alla sequenza visibile in Editor brani.</li>
<li>In Acrobat, selezionate Vista &gt; Zoom ridisponi, e sottoponete il documento a zoom. Il testo dovrebbe ridisporsi correttamente nella finestra, e non comparirà la barra di scorrimento orizzontale.
<p><div id="attachment_591" class="wp-caption alignnone" style="width: 582px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione6.jpg"><img class="size-full wp-image-591" title="il testo ridisposto e ingrandito" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione6.jpg" alt="Figura 6. Il testo ridisposto e ingrandito" width="572" height="868" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 6. Il testo ridisposto e ingrandito</p></div></li>
</ol>
<h3>Materiali:</h3>
<ul>
<li>File <a href="http://test.biroblu.info/uno/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione.indd">concatenazione.indd</a></li>
<li>File <a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione.pdf">PDF risultante</a></li>
<li>Il file <a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/concatenazione.rtf">esportato in .rtf</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/il-problema-della-linearizzazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stili di paragrafo e accessibilità</title>
		<link>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/stili-di-paragrafo-e-accessibilita/</link>
		<comments>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/stili-di-paragrafo-e-accessibilita/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 16:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Indesign]]></category>
		<category><![CDATA[stili di paragrafo]]></category>
		<category><![CDATA[tag]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://test.biroblu.info/uno/?p=571</guid>
		<description><![CDATA[Requisito n. 1
Enunciato: organizzare e delineare la struttura logica del libro di testo utilizzando gli stili di paragrafo.
Requisito n. 2
Enunciato:  preservare le caratteristiche logiche e strutturali del libro di testo originale nella corrispondente versione elettronica.
In un flusso di lavoro ideale, i contenuti che arrivano all&#8217;impaginazione dovrebbero essere già dotati di una struttura creata attribuendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Requisito n. 1</strong></p>
<p><strong>Enunciato: </strong>organizzare e delineare la struttura logica del libro di testo utilizzando gli stili di paragrafo.</p>
<p><strong>Requisito n. 2</strong></p>
<p><strong>Enunciato: </strong> preservare le caratteristiche logiche e strutturali del libro di testo originale nella corrispondente versione elettronica.</p></blockquote>
<p>In un flusso di lavoro ideale, i contenuti che arrivano all&#8217;impaginazione dovrebbero essere già dotati di una struttura creata attribuendo ai paragrafi degli stili di paragrafo (da non confondere con gli stili di carattere, utilizzati per formattazioni locali evidenziando il testo). Si tratta però di una aspettativa di difficile realizzazione per diversi motivi, e vedremo quindi come affrontare il problema in Indesign.</p>
<p>Questi stili di paragrafo servono alla tecnologia assistiva per individuare il &#8220;valore semantico&#8221; degli elementi. Ovvero, un titolo di primo livello dovrebbe possedere uno stile &#8220;Titolo 1&#8243;, o un nome personalizzato che permetta comunque di individuare il suo peso nella struttura del documento. Forse può essere di aiuto rifarsi al sommario e ai suoi livelli: titolo principale, titoli di sezione, sottotitoli possono essere immaginati come titoli di primo, secondo e terzo livello.</p>
<p>Inoltre, devono essere delineati con gli appositi strumenti resi disponibili dal programma utilizzato gli elenchi puntati e numerati, le tabelle, i collegamenti e tutti quegli elementi logici che costituiscono l&#8217;ossatura semantica del documento.</p>
<p>Il termine &#8220;semantica&#8221; può apparire bizzarro in questo contesto. Immaginiamo i nomi assegnati agli stili di paragrafo come se fossero etichette, assegnate a brani di testo in modo che questa attività si rifletta in un significato comprensibile a una persona anche senza visualizzare gli attributi grafici che normalmente ci permettono di distinguere a colpo d&#8217;occhio determinate strutture (per esempio, in una pagina è facile distinguere con la vista i titoli: di solito sono quelli più grandi e in grassetto, e la loro gerarchia viene indicata con dimensioni sempre decrescenti), e quando selezionate queste etichette con una certa cura.</p>
<p>Nel caso di elementi speciali come elenchi puntati e numerati, o tabelle, è necessario utilizzare gli strumenti resi disponibili dal software perché così facendo risulterà più semplice il loro riconoscimento quando verrà creato il PDF con tag accessibile, obbiettivo finale del nostro lavoro. Ne riparleremo in seguito, ora vediamo un piccolo esempio con gli stili di paragrafo per comprendere perché sia importante utilizzarli.</p>
<ol>
<li>Aprite Indesign e create un nuovo documento, con le dimensioni e le caratteristiche che desiderate.</li>
<li>Create un box di testo e selezionate Testo &gt; Riempi con testo segnaposto.</li>
<li>Utilizzate lo strumento Testo per creare alcuni piccoli porzioni di testo da utilizzare come titoli.</li>
<li>Fate clic sulla palette Stili di paragrafo nell&#8217;area destra della finestra dell&#8217;applicazione.</li>
<li>Nel menu della palette Stili di paragrafo, selezionate Nuovo stile di paragrafo (<strong>Figura 1</strong>).
<div id="attachment_572" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/paragrafo1.jpg"><img class="size-full wp-image-572" title="nuovo stile di paragrafo" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/paragrafo1.jpg" alt="creare un nuovo stile di paragrafo" width="500" height="615" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 1. Creare un nuovo stile di paragrafo</p></div></li>
<li>Nella finestra Nuovo stile di paragrafo che apparirà, assegnate allo stile una denominazione che ne indichi il livello logico nella gerarchia dei titoli (nell&#8217;esempio Titolo1, ma va bene qualsiasi denominazione che vi appaia adeguata). Assegnate allo stile le caratteristiche grafiche desiderate, e fate clic sul pulsante OK.</li>
<li>Fate la stessa operazione per creare altri due stili di paragrafo da assegnare a livelli successivi (nell&#8217;esempio Titolo2 e Titolo3, ma sulla denominazione valgono le considerazioni precedentemente esposte &#8211; <strong>Figura 2</strong>).
<p><div id="attachment_574" class="wp-caption alignnone" style="width: 416px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/paragrafo2.jpg"><img class="size-full wp-image-574" title="creazione degli stili di paragrafo" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/paragrafo2.jpg" alt="Figura 2. Creazione degli stili di paragrafo" width="406" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 2. Creazione degli stili di paragrafo</p></div></li>
<li>Assegnate gli stili ai brani di testo precedentemente creati facendo clic nel paragrafo individuato e clic nel pannello Stili di paragrafo sul nome dello stile da assegnare.</li>
<li>Provate a creare stili a vostro piacimento, cercando di individuare &#8220;semanticamente&#8221; gli elementi</li>
</ol>
<p>È molto importante utilizzare una nomenclatura semantica concordata e predefinita durante tutta la lavorazione del documento, poiché sarà necessario comunicare a chi si occupa di rendere accessibile il PDF finale il criterio da utilizzare per &#8220;mappare&#8221; i nostri stili personalizzati ai tag predefiniti di Acrobat, pena l&#8217;inaccessibilità del PDF.</p>
<p>Per quanto riguarda invece elenchi puntati e numerati e tabelle, ai fini della necessaria trasparenza al momento dell&#8217;esportazione in PDF è importante utilizzare gli strumenti di Indesign. Gli elenchi creati in questo modo verranno convertiti automaticamente nei corrispettivi tag di Acrobat.</p>
<ol>
<li>Create quattro brevi brani di testo, da utilizzare come voci di un elenco puntato.</li>
<li>Selezionateli e selezionate Testo &gt; Elenchi puntati e numerati &gt; Applica punti elenco. Ai paragrafi selezionati verrà applicata la formattazione di default per questo elemento.</li>
<li>Notate come nel pannello Stili di paragrafo accanto al nome stile [Paragrafo base] appaia un segno +, ad indicare che la selezione possiede delle caratteristiche diverse da quelle proprie dello stile.</li>
<li>Selezionate un paragrafo dell&#8217;elenco puntato e selezionate Nuovo stile di paragrafo nel menu del pannello: verranno automaticamente rilevate le caratteristiche della selezione, che faranno parte della definizione dello stile. Se necessario modificate le impostazioni rilevate e assegnate al nuovo stile il nome Puntato1.</li>
<li>Assegnate il nuovo stile ai paragrafi che costituiscono l&#8217;elenco.</li>
</ol>
<p>Vediamo ora una tabella.</p>
<ol>
<li>Create una riga vuota nel documento e posizionatevi il cursore con un clic.</li>
<li>Selezionate Tabella &gt; Inserisci tabella e determinate numero di righe e colonne per il corpo a vostra scelta. Assegnate il valore 1 per Righe intestazione e Righe piè di pagina.</li>
<li>Se avete già progettato uno stile per le tabelle, aprite l&#8217;elenco a discesa Stile di tabella e selezionate Nuovo stile di tabella.</li>
<li>Nella finestra di dialogo Nuovo stile di tabella che comparirà, assegnate un nome significativo alla tabella e determinate le sue caratteristiche grafiche (filetti, sfondi) a vostro piacimento. Al termine, fate clic su Ok. Nel documento verrà inserita una tabella in corrispondenza della posizione del cursore di testo.</li>
</ol>
<p><strong>Attenzione</strong>: <em>abbiamo creato uno stile grafico per le tabelle, che non è uno stile di paragrafo. Per formattare i contenuti sarà necessario creare stili di paragrafo dedicati, per esempio per le righe di intestazione e per le celle del corpo della tabella</em>.</p>
<p>Proviamo ora a creare il PDF relativo, per comprendere per quale motivo queste procedure siano importanti.</p>
<ol>
<li>Selezionate File &gt; Esporta, e il formato PDF come opzione. Nella finestra di dialogo che comparirtà selezionate la casella di controllo Crea PDF con tag e fate clic sul pulsante Esporta.</li>
<li>Aprite il file in Acrobat e selezionate Vista &gt; Pannelli di navigazione &gt; Tag: la struttura dei tag del PDF conterrà tutti gli stili di paragrafo da noi creati e sarà cura di chi si occupa dell&#8217;accessibilità del PDF mapparli ai tag predefiniti di Acrobat in modo da assicurare l&#8217;accessibilità del file (<strong>Figura 3</strong>).</li>
</ol>
<p><div id="attachment_575" class="wp-caption alignnone" style="width: 604px"><a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/paragrafo3.jpg"><img class="size-full wp-image-575" title="Gli stili convertiti in tag in Acrobat" src="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/paragrafo3.jpg" alt="Figura 3 . Gli stili convertiti in tag in Acrobat" width="594" height="692" /></a><p class="wp-caption-text">Figura 3 . Gli stili convertiti in tag in Acrobat</p></div>
<h3>Materiali:</h3>
<ul>
<li> <a href="http://test.biroblu.info/uno/wp-content/uploads/2009/06/stili-di-paragrafo.indd">stili di paragrafo.indd</a></li>
<li> <a href="http://editoriaaperta.biroblu.info/wp-content/uploads/2009/06/stili-di-paragrafo.pdf">file PDF risultante</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://editoriaaperta.biroblu.info/2009/06/stili-di-paragrafo-e-accessibilita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
